Ecco perchè paghiamo di più e perché alcuni fornitori “staccano la spina” ai propri clienti.

Per anni abbiamo pensato che le nostre bollette fossero gestite unicamente dall’Enel e che il prezzo fosse una conseguenza dell’andamento del petrolio. E’ vero, ma solo per certe circostanze, dopo di che ci sono altre variabili e componenti che incidono sul prezzo.

Il prezzo dell’energia viene formulato in base a due semplici parametri: domanda e offerta.

Oltre a questo semplice andamento del mercato vi sono poi altri fattori, a volte più rilevanti, che influiscono sul costo e sul prezzo finale.

Oggi stiamo assistendo ad uno strano mix di circostanze che ricadono sul mercato elettrico italiano e sul cliente finale. Abbiamo letto in questi giorni di come alcuni operatori del settore energia, a seguito di un forte rincaro dei prezzi, abbiano fatto “dietrofront”, lasciando i clienti in balia di fornitori sconosciuti, con prezzi oltre il 130% al di sopra della media nazionale.

Queste compagnie (per ora sono tre ma il numero è destinato a crescere per mancanza di solidità tra molti operatori e rivenditori) se ne sono lavate le mani e il cliente si è ritrovato, in fretta e furia, a correre ai ripari, senza alcun supporto professionale.

Molti consorzi ed associazioni si erano rivolti proprio a queste aziende, per via del prezzo più basso.

Lo sappiamo bene che nel mercato (tutti i mercati) il prezzo più basso può essere sinonimo di scarsa qualità, affidabilità minima oppure rischio di default per chi lo applica ai suoi prodotti o servizi, a parte alcune eccezioni.

Quindi, oltre il prezzo c’è qualcos’altro di cui tener conto per riuscire a risparmiare in azienda?

Certo che sì!

Il mercato elettrico cambia di giorno in giorno ed ogni mese ha la sua media, con previsioni a 12 mesi.

Su base annua, con un attento monitoraggio del mercato elettrico, possiamo ottenere un attento controllo dei prezzi, con valutazioni che possono farci risparmiare realmente sulla nostra fattura energetica, che sia di gas o energia.

La differenza su tutto la fa un’attenta analisi dei consumi e una valutazione a priori che metta al centro il risparmio e non il prezzo.

A questo punto mi chiedo: com’è possibile che broker (o sedicenti tali), consorzi ed associazioni, che devono far egli interessi dei clienti al di là del prezzo, non abbiamo valutato la possibilità di default di chi stava proponendo un prezzo troppo basso rispetto alla concorrenza?

Questo mi fa pensare che qualcosa non funzioni in queste organizzazioni se poi, a monte, non vi sono controlli, valutazioni e monitoraggio del mercato elettrico.

Si sapeva da mesi che il prezzo avrebbe subito degli aumenti considerevoli per via dello stop di alcune centrali nucleari francesi, da cui ci riforniamo. Inoltre la domanda crescente in Italia avrebbe cambiato drasticamente l’andamento del PUN (Prezzo Unico Nazionale) rispetto allo scorso anno.

Come troviamo la soluzione che fa per noi?

Sono convinto, e dopo anni di presenza sul mercato lo posso affermare con determinazione, che la scelta migliore sia quella di monitorare periodicamente il mercato elettrico, con l’assistenza di un consulente energetico professionale.

Se questa figura non è presente all’interno dell’azienda, ci si può avvalere di consulenti e figure esperte che conoscono realmente il mercato, monitorando quotidianamente il GME (Gestore Mercato Elettrico) e proponendo offerte e contratti specifici per ogni tipologia di attività.

Il compito di un consulente è anche quello di monitorare le prime fatture e fare una valutazione dei risparmi ottenuti rispetto all’anno precedente, conformemente all’andamento del mercato ed ai consumi.

Inoltre in ogni azienda dev’essere presente una figura che controlli il buon operato del proprio fornitore, per evitare che l’innalzamento dei prezzi energetici o altre componenti variabili comportino anche un aumento dei costi aziendali.

Bisogna comprendere che il prezzo lo fa il mercato e non è l’unica componente in fattura che ci permette di ottenere un risparmio reale. Affidarsi a figure competenti professionali porta a risparmiare anche quando i prezzi aumentano!

Stefano Macrì