Questi aumenti sono un problema, ecco quali soluzioni possibili

Questi aumenti sono un problema, ecco quali soluzioni possibili

 

Abbiamo chiuso il 2021 con un rincaro dei costi energetici mai visti prima.

E il 2022 è cominciato all’insegna di aumenti sempre più insostenibili per le aziende. In realtà, nel mese di febbraio, abbiamo assistito ad una lieve diminuzione, rispetto agli ultimi mesi, ma l’inizio della guerra ci ha riportato ad una situazione che ha dell’inverosimile.

Aumenti prospettati del 50% sono schizzati improvvisamente al 100% e non accennano a fermarsi.

Il Governo è intervenuto l’azzeramento degli oneri generali di sistemi per il primo trimestre 2022, e questo ha certamente ridotto l’impatto sull’intero ammontare della fattura.

Un altro contributo è arrivato con la riduzione dell’IVA sul gas, che ha permesso a 35 milioni di clienti domestici e microimprese di poter tirare un respiro di sollievo.

Adesso il governo sta lavorando ad altri interventi, tra i quali quello di dare l’opportunità di pagare a rate le bollette relative al primo trimestre 2022.

Nei prossimi giorni, chi riceve la bolletta mensile, avrà modo di verificare per la prima volta l’impatto reale degli aumenti delle bollette luce e gas sul proprio budget mensile, in un periodo in cui le bollette tendono comunque sempre ad aumentare (in inverno, infatti, si trascorre di solito più tempo in casa e si accendono i riscaldamenti, che fanno aumentare notevolmente il costo del gas).

 

Perché sono aumentate le bollette per gli italiani?

Una domanda che attanaglia un po’ tutti, dai clienti domestici alle aziende, è la seguente: perché ci sono stati tali aumenti delle bollette? Alla base dei rincari troviamo l’incremento da record dei prezzi di prezzi energetici all’ingrosso.

Sia la materia prima luce, sia la materia prima gas sono infatti raddoppiati rispetto allo scorso anno, ovvero rispetto al primo semestre 2021. A crescere pesantemente sono stati anche i certificati per la riduzione delle emissioni di CO2.

Gli interventi messi a punto dal Governo sono molto utili, ma comunque transitori, quindi rappresentano una soluzione momentanea, che potrebbero non servire a granché nel caso in cui dovesse esserci un nuovo aumento nei prossimi mesi.

L’intervento statale che ha agevolato 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese è stato apprezzato e, in molti casi, anche provvidenziale.

 

Quando finirà il caro energia?

Dobbiamo pensare che siamo in presenza di una situazione assolutamente eccezionale, anche se dobbiamo ammettere che i costi dell’energia, e del gas, non saranno più quelli di prima, almeno per i prossimi 2-3 anni.

Quindi, gli interventi più efficaci per ridurre i costi energetici saranno quelli volti ad efficientare gli impianti, a produrre energia da fonti rinnovabili e trovare nuove vie di approvvigionamento che non mettano a rischio il nostro fabbisogno di gas.

Essere dipendenti per oltre 40% dal gas russo, ha generato una serie di problemi e per i prossimi mesi potremmo trovarci di fronte ad una vera e propria crisi energetica. Ma se questo portasse alla fine della guerra, forse si aprirebbe uno spiraglio per ritornare a vedere i prezzi al ribasso.

Aumenti in arrivo, la bolletta è sempre più cara

Aumenti in arrivo, la bolletta è sempre più cara

 

Da ottobre arriva la stangata sulle bollette di luce e gas e molte aziende non sono pronte ad affrontare nuovi aumenti, così come molte famiglie italiane.

Le misure introdotte mitigheranno solo in parte i rincari previsti, ma solo per le utenze domestiche.

Gli interventi emergenziali non aiutano a rendere il mercato dell’energia più fluido e conveniente per i consumatori, è il momento che vengano messe in atto misure strutturali. Sostieni le nostre richieste: firma la petizione per dire stop al caro bolletta.

 

Come preannunciato, l’intervento del Governo è riuscito a mitigare solo in parte i rincari sulle bollette dell’energia anticipato le scorse settimane. Lo stanziamento di 3 miliardi di euro per contenere gli aumenti (inizialmente stimati del +40% per la luce e +30% per il gas) porterà comunque fatture più care a partire da ottobre. E i rincari sono tutt’altro che contenuti.

 

Come cercare di contenere la spesa

Per cercare di arginare l’impatto delle bollette anche i consumatori hanno un ruolo importante. Luce e gas sono infatti servizi offerti in regime di libero mercato, questo significa che sta a noi scegliere le offerte più competitive sul mercato, con il supporto di professionisti del settore.

Online ci sono molte proposte ma non sempre possiamo essere certi di risparmiare. E poi dovremo mettere in conto che avremo sempre a che fare con un assistente virtuale o con un call center..

Oltre alle offerte online vi sono poi le telefonate che riceviamo tutti i giorni, dove ci prospettano risparmi a doppia cifra. Per evitare sorprese, la parola d’ordine è calma: prenditi tempo per valutare il contratto in ogni parte, senza farti incalzare da telefonate assillanti.

 

Impariamo a conoscere i consumi, oltre al prezzo dell’energia
molti imprenditori si fermano a leggere l’importo totale indicato in fattura e non sono a conoscenza di quanto consumano, tantomeno dei loro profili di consumo.

Spesso, infatti, un aumento dell’importo in fattura, rispetto alla media, insospettisce l’utente finale ma è solo grazie alla lettura dell’intera fattura che possiamo giungere a valutazioni che ci portano a constatare che l’energia ci sta costando veramente di più.

Per fare questo occorre avere una tabella in cui vengono riportati i consumi mensili e i relativi costi imponibili indicati in fattura. Solo così potremo fare valutazioni più attente e decidere se è arrivato il momento di cambiare fornitore e tipologia di offerta.

L’energia costa sempre meno, ma sarà sempre così?

L’energia costa sempre meno, ma sarà sempre così?

 

Nel contesto attuale che vede l’emergenza sanitaria caratterizzare il periodo odierno, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) scende a 31,99 €/MWh (-18,6% su febbraio e -39,5% sul 2019). Questo è un minimo storico eguagliato solo ad aprile 2016.

 

Il Covid-19 influenza anche il contesto dell’energia, contribuendo, anche nel mese di marzo, a perpetuare il trend ribassista dei consumi di gas naturale in Italia. In coerenza con gli ultimi cinque mesi quindi, i consumi scendono del 4% su base annua.

Il calo delle temperature nell’ultima parte del mese ha certamente influito su questi ribassi e potremmo anche pensare che nei prossimi mesi potremmo assistere ad ulteriori prezzi in discesa per l’energia e per il gas.

In condizioni normali di mercato questi prezzi così bassi sarebbero stati una manna dal cielo per le imprese manifatturiere italiane, ma purtroppo possiamo notare cha anche la domanda di energia è scesa, a causa dei lockdown e delle restrizioni.

Ci sembra comunque che questa situazione non sia destinata a prolungarsi nel tempo, sperando appuntato in un rientro dell’emergenza sanitaria e al ritorno alla normalità dei consumi energetici.

La scelta di una tariffa al PUN è, per molte aziende, una costante in quanto le oscillazioni hanno comunque portato, nel tempo, una media che non si è discostata alle tariffe a prezzo fisso.

Oggi, a maggior ragione, questa scelta sembra premiare chi ha voluto mantenere questo tipo di offerta, con risparmi medi che vanno fino al 30% rispetto ai prezzi bloccati a fine 2019.

Come sempre, la miglior scelta è quella che viene fatta in base alle esigenze di ogni azienda e per valutarne i benefici occorre valutare non solo la media annua ma anche quella su tre anni, soprattutto quando stiamo parlando di prezzo all’ingrosso, come il PUN.

Aspettiamoci quindi un’estate calda ma non dal punto di vista dei prezzi e nei prossimi mesi potremo valutare quale sarà la migliore soluzione per le nostre forniture.

Per ridurre le emissioni, dobbiamo consumare meno

Per ridurre le emissioni dobbiamo consumare meno

Ogni volta che si parla di clima e di riduzioni dell’inquinamento, un dato che viene preso in considerazione è certamente quello dei consumi di energia elettrica.

 

Non tutti sanno, infatti, che per produrre energia elettrica in molti paesi (vedi la Cina) si utilizza per lo più il carbone.

Nel mese di aprile è stato pubblicato il rapporto Global Energy & CO2 Status Report 2018 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) che riporta il consuntivo 2018 delle principali variabili energetiche e climatiche e il loro andamento dal 2000 al 2018.

La fotografia del 2018 ci mostra dei risultati che per comodità espositiva sintetizziamo in 5 punti:
1. sensibile crescita dei consumi mondiali di energia
2. cresce ancor di più domanda e generazione di elettricità
3. rallenta il miglioramento dell’efficienza energetica
4. perdura il dominio delle fonti fossili
5. nuovo record delle emissioni di CO₂

 

Con questi presupposti, riusciremo mai a ridurre i consumi e le emissioni?

L’aspetto più critico di questa fotografia elettrica è la perdurante prevalenza delle centrali termoelettriche nell’intera generazione col 64% del totale (carbone 38%, metano 23%, petrolio 3%) col restante 36% distribuito tra nucleare (10%), idroelettrica (16%), nuove rinnovabili (7%: 5% eolico, 2% solare), biomasse e altre rinnovabili (3%).

Essendo la via della decarbonizzazione incentrata nell’opinione dominante sulla “rivoluzione dolce” delle nuove rinnovabili elettriche, come la definì per primo Amory Lovins nel lontano 1977, la strada da percorrere è ancora molto ma molto lunga.

Un dato su tutti che fa riflettere è l’attenuarsi dei miglioramenti di efficienza energetica – nonostante il diffondersi dell’economia digitale o dell’economia circolare – è tanto più grave essendo il principale antidoto al rilascio di emissioni.

L’attenuarsi dei miglioramenti di efficienza energetica è tanto più grave perché sono il principale antidoto alle emissioni.

 

Quindi, chi dovrà preoccuparsi del nostro pianeta?

La risposta è una sola.

Siamo noi con le nostre abitudini e un grande contributo lo possono portare tutte quelle aziende che già da tempo si sono impegnate ad efficientare i loro impianti, a produrre parte del loro fabbisogno con impianti fotovoltaici e a ottimizzare le lavorazioni.

Certo, molte di loro l’hanno fatto per risparmiare ma siamo certi che l’impegno è partito anche dalla possibilità di portare un contributo al territorio in cui operano e sentire che, nel loro piccolo, stanno facendo qualcosa per il nostro pianeta.

Come funziona realmente il mercato energetico in Italia

Il mercato energetico in Italia è complesso, lo sappiamo, ma spiegherò perché è così importante conoscere le cause che periodicamente ci portano ad aumenti dei prezzi senza alcun preavviso.

E’ capitato anche a te di ritrovarti con bollette e fatture più alte rispetto alla media e senza avere un preavviso o un riscontro sul perché di questi aumenti?

Cosa ti sei sentito rispondere quando ha chiesto spiegazioni?

 

Qualcuno da colpa al petrolio, altri ai costi passanti, altri ancora alle accise e non viene mai data un’informazione esaustiva che ne attesti le vere cause.

Il problema numero uno è proprio quello della mancanza di comunicazione tra fornitore e clienti, e molti imprenditori ormai hanno accettato questa situazione come una costante che vige nel settore energetico.

 

Ad oggi, infatti, ancora molti venditori propongono il loro prezzo, elogiato come quello più basso, senza specificare quali costi variabili modificano l’importo finale della fattura, come ad esempio lo sbilanciamento o il dispacciamento.

Pensa che per i soli oneri di dispacciamento, che molti indicano come costi passanti, ci sono diversi fornitori che applicano fino al 30% di ricarico senza comunicarlo preventivamente ai clienti! E purtroppo l’Autorità non riesce a controllarli.

E’ molto probabile che anche la tua fattura contenga questi costi aggiuntivi e questo è un altro problema da risolvere.

 

Inoltre il passaggio ad un nuovo fornitore può essere visto come una pratica laboriosa ed impegnativa per l’ufficio amministrazione.

Viste anche le ultime notizie su fornitori che “staccano la spina” ai clienti, per prezzi praticati troppo bassi (Articolo del Sole 24 Ore del 7 ottobre), ogni imprenditore è sempre più prudente nel cambio fornitore, e lo capisco. Anche i consorzi energetici e le associazioni di categoria sono cascati nella trappola del prezzo più basso e adesso si trovano a fare i conti con la cessazione della fornitura e il subentro obbligato del fornitore di “salvaguardia” con prezzi fino al 60% superiori alla media!

 

Fin qui tutto bene, o quasi, perché senza corrente non si rimane, a meno che non si tralasci di pagare le fatture.

 

Ma quando si scopre uno dei problemi come quelli che abbiamo elencato, chi ci aiuta a risolverlo prima di perdere ulteriori soldi?

 

-Il venditore del contratto spesso diventa introvabile, altre volte ha le mani legate;

-il consorzio o l’associazione hanno centinaia di casi da risolvere e quindi occorre aspettare che prima vengano risolti i problemi dei clienti più grandi, come ospedali, fonderie, enti pubblici, etc;

-il call center del fornitore deve aprire un ticket e poi si verrà contattati da un altro operatore e chissà quando;

-pochi, tra tutti, sanno esattamente come agire senza creare ulteriori costi e disagi.

 

Quindi ti capisco benissimo se, anche tu sei stanco di queste problematiche e tendi a non fidarti più, evitando ulteriori valutazioni in merito!

 

Anche tu penserai: “tanto sono tutti uguali, abbiamo già provato ma senza risultati, lascia perdere…preferisco spendere il 30% in più, etc)

E devo dirti che è quello che sento rispondere il più delle volte da altri imprenditori che incontro quotidianamente. Ma, anche loro, come te, sono stanchi di non essere seguiti e di perdere centinaia e migliaia di euro l’anno!

 

Tuttavia, nonostante il mercato il più delle volte si presenta come ti ho indicato,

è possibile scoprire come attuare un controllo su forniture e fatture energetiche.

 

Trovare una volta per tutte una soluzione e fare chiarezza su questa voce di bilancio è un compito che solo i professionisti esperti riescono a gestire.

Nelle grandi aziende, infatti, ci sono gli Energy Manager che controllano consumi, costi ed efficienza energetica, poiché misurare permette di avere il controllo; e proprio queste grandi aziende riescono ad avere previsioni di costi reali ogni mese.

 

La differenza sui costi e sul risparmio che può ottenere una PMI possono risultare davvero importanti, soprattutto se energia e gas sono costi che incidono sulla produzione e sulle voci di bilancio della tua azienda! Per questo ti invito a leggere le testimonianze di alcuni nostri clienti su impresaokitalia.com.

 

Ragionando da imprenditore, sai benissimo che basta poco per perdere il controllo su questa voce e trovarsi con costi sopra la media di mercato, pagando anche il 30% in più di un’altra azienda, magari tua concorrente.

 

La cosa che più spaventa è che il risparmio possa essere inesistente o che ci sia un costo più alto nel passaggio, senza alcuna garanzia.

 

Grazie al supporto di un Consulente Energetico Professionale potrai avere la certezza di ottenere un servizio personalizzato, una comunicazione diretta per ogni esigenza e un risparmio reale.

 

Ecco i vantaggi che anche tu e la tua azienda potrete ottenere, rivolgendoti ad un Consulente Energetico Professionista:

 

 

  • Unico interlocutore esperto e comunicazione periodica
  • Verifica di contratti e condizioni economiche in essere e futuri
  • Analisi attenta di tutte le voci delle sue fatture energetiche
  • Più tempo per Lei da investire nell’attività e nella vita privata
  • Scelta di offerte sempre in linea con le sue esigenze aziendali
  • Monitoraggio continuo del mercato elettrico

 

Prima di perdere ulteriore tempo e migliaia di euro all’anno contatta anche tu un Consulente Energetico Professionale e fai verificare che i tuoi consumi energetici siano in linea con la tipologia della tua attività ed i costi siano applicati correttamente e seguano le regolamentazioni del Mercato Elettrico e dell’Autorità.

La fine del servizio di tutela

Ecco come cambierà il mercato elettrico in Italia

 

La nuova legge sul mercato dell’energia ha definito che la cessazione del servizio di maggior tutela sarà il 30 giugno 2019.

Dal primo luglio 2019 rimarranno solo il mercato libero e il servizio di salvaguardia. Dopo la liberalizzazione del sistema elettrico, avvenuto nel 2007, l’utente finale, sia domestico che aziendale, poteva liberamente scegliere il proprio fornitore. Poteva passare al mercato libero o restare dov’era, cioè nel cosiddetto “servizio di maggior tutela” dove lAutorità Energia Elettrica e Gas, ogni tre mesi stabilisce i prezzi delle bollette.

 

Ecco cosa cambierà dal 1° luglio 2019

Cesserà questo servizio e a chi non sarà passato nel frattempo al mercato libero rimarrà in balia di un periodo di transizione.  Specifichiamo infatti che rimarrà solo il servizio di salvaguardia  e qui le cose cambiano.  Il servizio di salvaguardia, infatti, è destinato a quelle aziende che seguono certi parametri (tensione, fatturato e dipendenti) o che non sono affidabili per il mercato libero. Qui i costi della materia prima energia sono molto alti rispetto alla libera concorrenza. Era stato istituito al fine di evitare che un cliente aziendale del mercato libero, rimasto senza contratto di fornitura, restasse senza elettricità, e quindi per salvaguardare da questo rischio.

Il passaggio al mercato libero non sarà obbligatorio, tuttavia, siccome non ci sarà più quello di tutela, chi non ci passerà finirà in quello di salvaguardia. Anche i clienti domestici entreranno “mercato di transizione” e, così come già accade oggi per le imprese, sarà coperto con procedure già indicate dall’Autorità per aree territoriali (quindi non nazionali: cioè una fornitura a Roma non sarà uguale rispetto a una a Milano) e a condizioni che saranno peggiorative rispetto al mercato libero.

Quindi, se non passi al mercato libero pagherai di più!

  

Cosa puoi fare da qui al luglio 2019?

La legge stabilisce che l’Autorità si occupi di traghettare tutti coloro che sono ancora nella maggior tutela con una serie di attività di informazione e comparazione delle offerte del mercato libero.

Questa gestione avverrà tramite un portale sul web e qui gli utenti potranno trovare le offerte più consone ai propri consumi. Sarà una gestione un po’ complicata per chi non è molto pratico con il web e che rischia di ritrovarsi con offerte non vantaggiose per la propria economia familiare e aziendale. Ricordiamo infatti che la maggior tutela tocca anche le piccole imprese. Per chi avrà più difficolta in queste operazioni potrà servizi di un Consulente Energetico Professionale presente sul territorio italiano.

Oggi è già possibile fare il passaggio al mercato libero con offerte serie e chiare. Bisogna però fare attenzione a quei rivenditori che potrebbero indicare un prezzo “civetta”, tramutando poi le bollette in costi esagerati.

Il consiglio è quello di affidarsi a chi può dare un servizio completo ed un’assistenza telefonica e online, con visione anche di una simulazione della propria fattura o bolletta.

 Aderire al mercato libero è semplice: basta stipulare il contratto con il fornitore prescelto. Sarà lui, infatti, che si occuperà della disdetta al precedente fornitore e ad attivare la nuova fornitura. Non va fatto alcun intervento sugli impianti e sui contatori, cambia infatti solo la gestione a monte della fornitura. Una volta completato il passaggio, sarà il nuovo fornitore ad inviare le bollette. La continuità e la sicurezza del servizio resta assicurata, purchè ci si affidi ad un’azienda affidabile.